Sifilide: definizione, sintomi, trattamento, di che cosa si tratta?

Sifilide: contagio, sintomi, cura

Cos'è la sifilide? Cosa c’è da sapere su quest’infezione sessualmente trasmissibile.

Definizione: cos’è la sifilide?

La sifilide è un’infezione sessualmente trasmissibile dovuta a un batterio chiamato Treponema pallidum. Contagiosa, la malattia si trasmette quindi durante un rapporto sessuale non protetto (vaginale, anale e orale) ma anche per via sanguigna e placentaria (tra madre e figlio durante la gravidanza). È per questo motivo che è importante diagnosticarla per evitare il contagio.

Una volta che il batterio è penetrato nell'organismo, il periodo di incubazione può essere più o meno lungo prima che la malattia si manifesti, con un ritardo in media di 3 settimane. Il batterio si moltiplica prima di spostarsi nei tessuti e nelle mucose dell’organismo fino a infettare il sangue e sistema linfatico. L’infezione evolve in diverse fasi: primaria, secondaria, latente e terziaria.

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In Italia, dopo il picco del 2013, in cui si sono registrati 1236 casi, l’incidenza della sifilide è calata, solo 388 casi nel 2014. Al contrario negli Stati Uniti i casi sono in aumento, così come in Francia, dagli anni 2000. Proprio negli USA, tra il 2005 e il 2013 più di 16 000 persone sono state colpite dalla malattia, secondo un rapporto sei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Sintomi della sifilide

La sifilide primaria è la prima fase della malattia che non sempre presenta segni visibili. Il sintomo più comune è la comparsa di una lesione cutanea a livello della zona di contatto, anche detta zona di infezione. La lesione è chiamata “sifiloma" e si manifesta molto spesso a livello del pene, della vagina o dell’ano. Può essere invisibile e trovarsi nell’uretra o nel collo dell’utero.

La lesione è una ferita rosea cava, generalmente unica, non dolorosa e che non causa prurito. Dopo qualche giorno compare l’infiammazione indolore dei linfonodi vicini. Tutte le lesioni sono contagiose e possono persistere per numerose settimane se non viene amministrato alcun trattamento. Se non trattata, la malattia evolve in una fase secondaria.

Questa fase inizia dopo quattro o dieci settimane dalla comparsa della fase primaria ed è dovuta alla diffusione del batterio nell'organismo. Poco a poco, compaiono alcuni sintomi che variano da una persona all'altra. I più comuni sono eruzioni multiple e pruriginose a livello delle mucose e della pelle, soprattutto sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi.

L’eruzione può essere accompagnata da segni che somigliano a quelli dell’influenza: febbre, mal di testa, fatica, dolori muscolari. Si può verificare anche la perdita di capelli. In alcuni casi, la sifilide secondaria può causare infiammazione a livello degli occhi. Questi segni possono scomparire da soli senza trattamento, ma ciò non significa che la malattia è guarita.

Evoluzione della sifilide

I sintomi possono ricomparire in modo intermittente durante mesi o anni. Quando non vi è sifiloma, o non è stato individuato, sono questi i sintomi che permettono di riconoscere la malattia. Se non trattata, la sifilide continua a evolversi fino a raggiungere, dopo qualche anno, la fase più grave, o fase terziaria, oggi molto rara nei paesi sviluppati.

Prima di raggiungere la fase terziaria, la malattia attraversa un periodo latente durante il quale non vi è nessun sintomo, nonostante l’infezione continui a progredire. Questa fase può durare qualche anno. Senza trattamento, la sifilide si aggrava in modo serio dopo un periodo di tempo che va dai 3 ai 15 anni, e colpisce tutti gli organi in modo generale. Può causare gravi problemi cardio-vascolari, nervosi, ossei e articolari.

La sifilide può causare il decesso e aumenta il rischio di contrarre l’AIDS.

Diagnosi e trattamento della sifilide

Sin dalla fase primaria, la malattia può essere diagnosticata cercando il batterio a livello delle lesioni cutanee o del sangue. Una volta confermata, viene trattata con antibiotici della famiglia della penicillina. Nella maggior parte dei casi è sufficiente un’unica iniezione per via intramuscolare (più del 90% di efficacia). L’iniezione è tuttavia molto dolorosa. In alcuni casi, sono necessarie tre iniezioni distanziate.

È possibile effettuare degli esami del sangue per valutare l’efficacia del trattamento dopo l’iniezione. Anche i partner sessuali del malato devono sottoporsi agli esami e se necessario al trattamento. Il malato diventa contagioso da quando il batterio penetra nel suo organismo.

Non esiste alcun vaccino contro la sifilide. L’unica prevenzione rimane l’uso di protezioni (preservativi) e il sottoporsi ad esami regolari.

• Eleonora Sanna