La storia del bambino con le mani più grandi del mondo

La storia del bambino con le mani più grandi del mondo

Mohammad Kaleem, che vive con i suoi genitori in un piccolo villaggio nell'est dell'India, è nato con una malattia che ha fatto crescere le sue mani e le sue braccia in una maniera davvero esorbitante. Una condizione che gli ha reso la vita difficile, fino a che non sono intervenuti i medici…

Una storia incredibile questa di Mohammad Kaleem, il bambino indiano di 8 anni che fin dalla nascita soffre di una rara sindrome di gigantismo localizzato che gli ha provocato la crescita sproporzionata di mani e braccia. Una caratteristica che non solo gli rende difficile condurre una vita normale ma che soprattutto gli è costata l’attacco dei bulli suoi coetanei, il marchio di porta guai datogli dagli abitanti del suo villaggio natale e l’impossibilità di andare a scuola visto che i maestri lo reputavano una fonte di spavento per gli altri bambini.  

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La grande speranza

Straziante il dolore dei genitori, che non potevano far nulla per il figlio provenendo da una famiglia molto povera. Ma la sua storia, raccontata dai media locali, ha avuto fortunatamente una svolta positiva. Ti raccontiamo tutta la storia nel video!

La bambina di gomma

Sempre rimanendo in India, c’è un’altra storia che ha fatto il giro del mondo. Si tratta di quella di una neonata venuta alla luce con una pelle di plastica a causa di una rara malattia e diventata subito una sorta di attrazione ad Amritsar, la città sacra per la setta dei sikh. La piccola, nata in un villaggio, è stata poi ricoverata nell'ospedale Guru Nanak Dev Medical College dove i medici le hanno diagnosticato una disfunzione genetica della cheratinizzazione chiamata membrana di collodio. A causa di questa malattia, che colpisce un neonato su 600mila, tutta la superficie corporea è ricoperta da una membrana traslucida e simile a una pellicola di plastica. Secondo il primario del dipartimento di pediatria Pannu, in alcuni casi la pelle si rimuove da sola entro il primo mese di vita, ma altre volte purtroppo rimane causando una enorme sofferenza al paziente. Si tratta del secondo caso di questa deformazione sempre nella stessa città indiana,  dopo quello del 2004 che riguardava un neonato prematuro che è morto dopo soli tre giorni. 

Fonte: Goodfullness

• Eleonora Sanna
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