La dieta flexitariana, mangiare salvando l’ambiente

Dieta flexitariana: il trend alimentare che salva anche l'ambiente

Seguire un’alimentazione corretta, non troppo limitante e amica dell’ambiente è possibile. Ecco tutti i benefici e i segreti della dieta flexitariana: a base di vegetali e cereali, senza però eliminare le proteine animali di carne e pesce.

Esiste un regime alimentare che porta con sé la promessa di un’alimentazione sana e salutare non solo per il proprio corpo, ma per il benessere dell’intero pianeta Terra. Questo è possibile limitando il consumo di carne e proteine animali, senza per questo privarsene completamente come vuole la “dottrina” vegetariana.

In un periodo storico in cui i dibattiti sui cambiamenti climatici e l’importanza della salvaguardia dell’ambiente sono all'ordine del giorno, la dieta flexitariana è diventata un vero trend alimentare che ha conquistato anche star come Gwyneth Paltrow, Paul McCartney, Emma Thompson, Cameron Diaz e Meghan Markle.

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La filosofia alla base della Flexitarian Diet

Come è facile intuire, il termine “flexitariana” nasce dall'unione delle parole “flessibile” e “vegetariana”. In sostanza si tratta di un regime alimentare simile a quello vegetariano, ma senza la totale rinuncia a carne e pesce. È ammesso, infatti, un consumo moderato di proteine animali, privilegiando i prodotti bio e a km 0.

Il termine compare per la prima volta nel 1992 nel racconto della giornalista Linda Anthony su un nuovo ristorante definito dalla stessa proprietaria, Helga Morath, “flexitariano”. Nel 2003 è poi arrivato il riconoscimento ufficiale di questa parola da parte dell’American Dialect Society, che definisce flexitarian “un vegetariano che mangia occasionalmente carne”.

Per quanto riguarda la vera e propria dieta il merito va alla nutrizionista americana Dawn Jackson Blatner, autrice del libro “The flexitarian diet” (2008). In questo volume si trovano tutte le indicazioni alimentari da seguire e la filosofia su cui si regge questo stile di vita: la scelta alla base di questo regime non ha a che fare con l’etica, ma con l’idea che l’alimentazione debba essere orientata alla salute. Al centro della dieta flexitariana c’è un mangiare sano, di qualità e più rispettoso delle nostre risorse. La nostra salute dipende inequivocabilmente anche dall'ambiente in cui viviamo, proprio per questo è utile sapere che anche le scelte alimentari possono avere meno impatto sul pianeta. Ed ecco un win-win per tutti.

Come funziona e i benefici: quali cibi scegliere e quali evitare

La dieta flexitariana si basa principalmente sul consumo di verdura, frutta e cereali, introducendo occasionalmente carne, pesce e proteine animali. L’apporto calorico giornaliero previsto è di 1.500 kcal, suddivise in cinque pasti (colazione, pranzo, cena e due spuntini). Il regime alimentare segue queste proporzioni: 40% di cibi vegetali, 40% tra cereali (meglio se integrali), legumi e semi oleosi e 20% di alimenti di origine animale.

Il consumo di carne è limitato in modo progressivo: inizialmente non si devono superare i 700 grammi a settimana con astensione totale almeno due giorni su sette, dopodiché si passerà a un massimo di 500 grammi settimanali con astensione tre o quattro giorni, mentre i più “esperti” limiteranno il consumo di carne a 250 grammi a settimana con cinque giorni di astensione. Questi limiti non si applicano, invece, al pesce. Non escludendo le proteine di origine animale la dieta flexitariana non comporta il rischio di una carenza di vitamine D, B12, calcio e altri nutrienti fondamentali al nostro organismo.

Inoltre, l’elevato consumo di frutta e verdura contribuisce a ridurre la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo, diminuendo il rischio di disturbi cardiovascolari. Per finire, anche la pelle, le unghie e i capelli ne guadagneranno in bellezza, forza e lucentezza.

• Eleonora Sanna
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