Perde ben 70 chili: ecco com'è il suo corpo adesso

Perde ben 70 chili: ecco com'è il suo corpo adesso

Riuscire a perdere peso, soprattutto quando i chili sono tanti, è un’ardua impresa che richiede determinazione e costanza. Una volta raggiunto l’obiettivo poi ciò che è parimenti difficile è riuscire a mantenerlo nel tempo.

La storia della blogger neozelandese Ariana Omipi ne è la prova. La giovane è infatti riuscita a perdere peso due volte, ma ogni è poi sempre tornata ad ingrassare. Il suo problema era una fame continua che la spingeva a mangiare spesso e troppo.

Ariana ha parlato del suo percorso su Instagram guadagnando in pochissimo tempo un gran numero di follower, fino a che nel 2018 è ingrassata di nuovo raggiungendo i 130 chili: “Le porzioni che mangiavo erano abbondanti e mi sentivo costantemente affamata, quindi chiedevo sempre il bis o il tris; oppure, facevo un altro pasto completo”.

Alla fine però la donna è riuscita nel suo intento e mostra oggi fiera il suo corpo che l'ha accompagnata in questa lunga battaglia verso la fiducia in sé! Guarda la trasformazione di Ariana nel video!

Una vera e propria malattia da non sotovalutare

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La terapia medica per combattere l’obesità oggi consiste in un trattamento farmacologico che porta ad una riduzione del peso corporeo agendo a livello intestinale o sui centri nervosi. Questa cura è indicata soltanto per persone con un indice BMI superiore a 30 e può essere prescritta soltanto da specialisti come endocrinologi, cardiologi, medici in scienze dell’alimentazione e internisti, che spesso lavorano in équipe con uno psicologo.

Come dichiarato dall’endocrinologo Giandomenico Mascheroni, “Nei prossimi anni nutriamo grandi speranze terapeutiche per le scoperte fatte su tanti ormoni, come la leptina e la grelina, fondamentali nella regolazione del bilancio energetico, sullo sviluppo di altre molecole e sugli studi relativi alla popolazione intestinale. Sono ricerche che porteranno nell’immediato futuro a ulteriori possibilità e a nuove armi per contrastare l’obesità”.

Fonte: Fabiosa

 

Paola Gentile
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