Principessa Qajar: ecco perché tutti gli uomini la desideravano

Principessa Qajar: ecco perché tutti gli uomini la desideravano

La celebre principessa Qajar dall'aspetto insolito è stata una delle donne più desiderate della storia. Ti spieghiamo perché e ti raccontiamo tutta la sua storia.

Le foto della "principessa Qajar" sono molto popolari sul web. Il suo aspetto insolito lascia perplessi, così come la leggenda di cui è protagonista.La leggenda narra che avesse centinaia di pretendenti che cercarono di conquistarla. Tredici di loro si sarebbero addirittura suicidati in seguita al suo rifiuto.

Almeno così narra la leggenda. In realtà la donna che vediamo nella foto non è la vera principessa Qajar. Si tratta di Anis-Al Doleh, una delle mogli di Nasser al-Din Shah Qajar, scià di Persia (antico nome dell'Iran). In realtà la vera principessa si chiamava Tāj-al-Salṭana ed era una delle figlie dello scià.

Le donne di Persia

Tāj-al-Salṭana nacque a Teheran in Iran nel 1883, figlia dello scià e della consorte Turan al-Salṭana. Iniziò gli studi a 7 anni e ancora giovanissima fu data in sposa a Amir Hussein Khan Shoja'al Saltaneh. Diede alla luce 4 figli e divorziò nel 1899, lasciando la custodia dei bambini al marito.

Inutile precisare che all'epoca, in Iran una donna che divorziava dal marito non era cosa da tutti i giorni. Si risposò nel 1908 con Kowloer Ahasi. 

Grazie alla sua istruzione e alle sue idee avanguardiste, viene considerata come la prima femminista persiana

La bellezza non conta 

Vedendo le foto di Anis-Al Doleh o di Tāj-al-Salṭana salta all'occhio la loro fisicità che di certo non corrisponde ai canoni di bellezza odierni. 

Queste donne erano desiderate da moltissimi uomini di Persia, anche se può sembrare strano a vederle. E la ragione non è nemmeno da ricercare nel loro sangue blu!

Tāj-al-Salṭana era una donna in grado di parlare 3 lingue, tra cui il francese, aveva interessi per l'arte e la letteratura e soprattutto si batté con fervore per i diritti delle donne. 

Nel 1910 fondò un gruppo clandestino per i diritti delle donne chiamato Anjoman Horriyyat Nsevan (Società della Libertà delle Donne). 

Donna di cultura e attivista, organizzava incontri letterari nel suo salotto una volta alla settimana. Inoltre, fu una delle prime alla corte reale a togliersi lo hijab (velo tipico della tradizione islamica, allacciato sotto la gola, per coprire il capo e le spalle)ed indossare vestiti occidentali.

Leggi anche
Si fa tatuare le sopracciglia, ma il risultato non è quello sperato

Scrisse un libro di memorie per raccontare la sua vita, Ḵāṭerāt, pubblicato nel 1996 con il titolo di Coronazione angustiosa: Memorie di una principessa persiana dal Harem alla modernità 1884-1914.

Anche se per noi oggi può essere oggettivamente difficile considerarla una vera bellezza, è innegabile che fu una grande donna, che per prima si rese conto della necessità di accordare alle donne gli stessi diritti degli uomini. Ha lasciato un segno forte e d'esempio per il proprio paese e per tutto il mondo islamico.

• Eleonora Sanna
Continua a leggere
Nessuna connessione
Verificare i parametri