Enfisema: definizione, sintomi, cause, trattamenti, di che si tratta?
Enfisema: si può curare? Quali sono le complicanze?

Enfisema: si può curare? Quali sono le complicanze?

Di Lorenzo Vincenti
Modificato

L’enfisema è una malattia polmonare che colpisce gli alveoli. Nell’85% dei casi è provocata dal fumo e anche se risulta poco fastidiosa nella fase iniziale, questa malattia evolve per tutto il corso della vita e causa gravi complicanze. Panoramica sull’enfisema, le cause, i sintomi e i trattamenti.

Definizione: cos’è l’enfisema polmonare?

L’enfisema è una malattia degli alveoli polmonari, questi piccoli sacchi contengono l’aria che serve al nostro corpo per respirare. Il disturbo è caratterizzato dall’aumento di volume degli alveoli, con distruzione della loro parete elastica. Ciò causa l’impossibilità di svuotarsi completamente di aria al momento dell’espirazione.

Alcune bolle prendono allora lo spazio degli alveoli distrutti e non permettono un’ossigenazione corretta del sangue. A lungo termine, l’enfisema può portare a una distruzione dei polmoni. Quando si inspira, il diaframma separa la cavità toracica dalla cavità addominale e permette l’entrata dell’aria contraendosi. Di solito, quando il diaframma si rilassa avviene l’espirazione.

In caso di enfisema, l’aria rimane nei polmoni e li appesantisce, pesando sul diaframma e impedendo all’aria di rimontare, causando difficoltà respiratorie.

Cause: a cos’è dovuto l’enfisema?

L’origine dell’enfisema è la distruzione di una sostanza essenziale della struttura degli alveoli, chiamata elastina. L’elastina è la sostanza elastica che costituisce le pareti degli alveoli, è essenziale al buon funzionamento dei polmoni e alla realizzazione degli scambi di aria e sangue.

La prima causa di enfisema è il fumo prolungato (almeno 15 o 20 anni), nell’85% dei casi circa. Un secondo fattore è l’inquinamento dell’aria (inquinanti domestici e industriali) e le infezioni respiratorie. In casi rari l’enfisema può essere dovuto ad un’anomalia genetica che causa disfunzioni a livello della proporzione di enzimi presenti nei polmoni.

Sintomi: come riconoscere l’enfisema?

In caso di enfisema, il sintomo principale è un fastidio respiratorio (dispnea) sotto sforzo che si aggrava progressivamente. All’inizio, si manifesta in caso di sforzi fisici e in seguito compare dopo qualsiasi gesto quotidiano. Il torace è a forma di fusto.

Il paziente può anche diventare pallido e affaticato ed eventualmente perdere peso. Tuttavia, i sintomi dell’enfisema possono rimanere per molto tempo latenti, perciò la diagnosi viene posta in ritardo.

Trattamento: come curare l’enfisema?

In caso di enfisema causato dal fumo, la prima mossa sarà quella di smettere di fumare. Ciò non permette una rigenerazione dei polmoni ma rallenta le lesioni. Smettere di fumare è il passo più importante e il meno effettuato. Infatti nei fumatori, la degradazione delle capacità respiratorie avviene in media da 3 a 4 volte più velocemente rispetto ad un normale invecchiamento.

Questa mossa è generalmente completata da trattamenti farmaceutici che possono prevedere l’amministrazione di broncodilatatori (per dilatare le vie aeree), di corticosteroidi (per ridurre l’infiammazione) o antibiotici (in caso di infezione). L’ossigenoterapia che consiste nell’aumentare il tasso di ossigeno può essere programmata.

Nei casi più gravi, viene effettuata un’operazione ai polmoni. Consiste nel tentare di ridurre il volume polmonare per ottimizzare il funzionamento dei polmoni e dei muscoli e di migliorare la respirazione. Anche se l’operazione risulta essere molto efficace, comporta dei rischi. Sono state portate a termine alcune ricerche per mettere a punto una strategia meno invasiva.


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