Tumore al seno: dépistage, sintomi, trattamento, cause, qual è la situazione?

Tumore al seno: dépistage, sintomi, trattamento, cause, qual è la situazione?

Il tumore al seno è il tumore più diagnosticato alle donne. Colpisce una donna su 9 e una donna su 27 non sopravvive. Ma quali sono i sintomi e come si tratta il tumore al seno? Spiegazioni.

Definizione: cos’è il tumore al seno?

Il tumore al seno è caratterizzato dalla presenza di cellule anomale che si moltiplicano in modo incontrollato nel seno e possono diffondersi nell’organismo tramite i vasi sanguigni o linfatici, la progressione di un tumore al seno può durare diversi mesi o diversi anni.

Per conoscere il tumore al seno è importante sapere che il seno è composto da grasso, ghiandole e canali. Le ghiandole hanno la funzione di produrre latte mentre i canali detti “galattofori” hanno lo scopo di condurre il liquido fino alla mammella. Ci sono diversi tipi di tumore al seno che colpiscono zone differenti ed evolvono in modo diverso.

Si distinguono due grandi tipi:

- tumori non infiltranti (o non invasivi): il tumore non colpisce i lobuli e i canali e non è esteso ai tessuti circostanti. In questa categoria troviamo il carcinoma canalare in situ che rappresenta il tumore non invasivo più frequente nella donna. Si forma all’interno dei canali di lattazione del seno. Più raro, il carcinoma lobulare in situ colpisce i lobuli mammari.

Quando vengono diagnosticati in tempo, questi tumori non si diffondono e il trattamento risulta curativo. Tuttavia, in assenza di trattamento, possono continuare a crescere e diventare “infiltranti”.

- i tumori infiltranti: sono tumori che invadono i tessuti circostanti i canali di lattazione, rimanendo all’interno del seno. In assenza di trattamento il tumore può causare metastasi e diffondersi in altre zone dell’organismo. Tra questi tumori ce ne sono alcuni più invasivi: carcinoma canalare, carcinoma lobulare, carcinoma infiammatorio, ecc.

Il tumore al seno può anche colpire un uomo, ma solo nell’1% dei casi.

Cause: quali sono i fattori di rischio del tumore al seno?

È molto difficile spiegare esattamente le ragioni della comparsa di un tumore. Tuttavia, alcune ricerche hanno permesso di identificare alcuni fattori che favoriscono la sua comparsa. Tra essi, ci sono i geni BRCA1 e BRCA2. Alcune mutazioni genetiche causerebbero un aumento del rischio di tumore al seno e alle ovaie.

I tumori al seno a predisposizione genetica rappresentano solo una piccola parte dei casi (tra il 5 e il 10%). Al contrario, i tumori non familiari costituiscono il 90-95%. Il tumore al seno è un tumore ormone-dipendente, si stima che alcuni fattori possano aumentare il tasso di estrogeno come una pubertà precoce, una menopausa tardiva o un’esposizione a perturbanti endocrini.

Sintomi: come diagnosticare il tumore al seno?

I sintomi del tumore al seno non sono sempre visibili ma possono essere individuati palpando il seno. La comparsa di un nodulo più grande di un centimetro e non sempre doloroso è uno dei sintomi.

Il seno può anche cambiare forma e grandezza. La mammella può retrarsi verso l’interno ed è possibile notare perdite spontanee. La paziente può anche notare una fossetta o un solco sulla superficie del seno. Dalla comparsa di uno dei segni è importante consultare rapidamente un medico.

Grazie a un esame clinico, il medico stabilisce una prima diagnosi che sarà successivamente confermata tramite una mammografia. Infatti, il tumore al seno non è il solo motivo per cui i tessuti mammari variano e cambiano. Queste conseguenze potrebbero essere causate da una gravidanza, dal ciclo mestruale, un’infezione o una ciste. Allo stesso modo, un nodulo non è sempre canceroso.

Il tumore al seno colpisce nei ¾ dei casi le donne sopra ai 50 anni, ma può colpire anche donne più giovani soprattutto in caso di predisposizione genetica. Il tumore al seno rappresenta la principale causa di mortalità nella donna tra i 35 e i 65 anni.

Trattamento: come trattare il tumore al seno?

Il trattamento del tumore al seno dipende dal tipo e dallo stadio del tumore. Tuttavia, la chirurgia è inevitabile in questo tipo di tumore. Per sapere di più sulle caratteristiche del tumore possono essere effettuati diversi test: test del dosaggio dei recettori ormonali dell’estrogeno e test del dosaggio dei recettori del progesterone per sapere se la crescita del tumore è stimolata dagli ormoni.

Il test dell’HER2 viene utilizzato solo in caso di tumore invasivo, per conoscere il grado di attivazione del gene HER2: quando è molto attivo il tumore rischia di crescere più rapidamente. Il trattamento viene poi suddiviso in 5 categorie:

- lachirurgia è spesso la prima tappa che permette di asportare il tumore. Nel caso del tumore al seno questa operazione prende il nome di mastectomia. Può essere parziale, segmentaria (una sola parte del seno) o totale. La scelta dipende dalla dimensione del tumore, dalla posizione e dal tipo. Può essere presa in considerazione anche la preferenza della paziente.

- la radioterapia: la mastectomia parziale è sempre seguita da radioterapia che ha l’obiettivo di distruggere le cellule cancerose che rimangono e ridurre il rischio di ricomparsa del tumore.

- la chemioterapia: questo trattamento prevede la somministrazione di una serie di farmaci antineoplastici. Di solito vengono amministrati dopo la chirurgia e permettono di distruggere le cellule cancerose del tumore che sono disseminate nel resto dell’organismo.

- la terapia ormonale: la maggior parte delle volte in combinazione con chirurgia, radioterapia o chemioterapia, la terapia ormonale viene utilizzata quando il test dei recettori ormonali mostra che lo sviluppo del tumore dipende dagli ormoni sessuali. Questi farmaci permettono quindi di rallentare o arrestare la progressione del tumore bloccando l’azione degli ormoni. Comprendono soprattutto anti-estrogeni e inibitori dell’aromatasi.

- la terapia mirata: nelle donne colpite da tumore al seno infiltrante, le cellule cancerose sovra-esprimono il gene HER2, provocando un’accelerazione della crescita del tumore. In questo caso si amministra un’iniezione intravenosa di trastuzumab, che blocca l’azione del gene HER2.

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Ad oggi l’aumento della frequenza delle mammografie permette di diagnosticare il tumore al seno molto presto. Una volta diagnosticati e individuati i tumori vengono trattati al meglio e ciò comporta una diminuzione della mortalità del tumore al seno.

Lorenzo Vincenti
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